S.M. Re Umberto I

Foto del 1900 di Northrop, Henry Davenport, 1836-1909

Umberto I di Savoia: Il “Re Buono” in un Regno di Crisi

Umberto I di Savoia (Torino, 1844 – Monza, 1900) fu il secondo Re d’Italia, succedendo al padre, Vittorio Emanuele II, nel 1878.

Nato dall’unione di Vittorio Emanuele II con Maria Adelaide d’Austria, sposò nel 1868 la cugina Margherita di Savoia-Genova, figlia del Duca Ferdinando di Savoia. Dalle loro nozze nacque il futuro Vittorio Emanuele, Principe di Napoli.

Il Valore del Principe: L’Eroe di Custoza

Inizialmente, Umberto I godeva di grande popolarità grazie al coraggio dimostrato nelle imprese militari, in particolare durante la battaglia di Custoza. Tuttavia, il suo consenso si erose rapidamente a causa di una politica di edificazione del nuovo Stato unitario che si rivelò impopolare.

Il Re si affidò a ministri di stampo imperialista e antipopolare, come Francesco Crispi, avallando scelte politiche giudicate disastrose. Sotto il suo regno, l’Italia aderì alla Triplice Intesa con Germania e Austria, un patto che avrebbe complicato la posizione italiana alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.

Anche la politica coloniale del sovrano fu un punto critico, culminando nelle pesanti sconfitte subite in Etiopia e Abissinia.

La sua scarsa sensibilità politica lo portò a sottovalutare i gravi problemi sociali interni, affrontati per lo più con una dura repressione. Esempi significativi includono le sanguinose “guerre contro i briganti” nel Sud Italia e la brutale repressione degli scioperanti milanesi del 1898 operata dal generale Bava Beccaris.

Questo periodo fu caratterizzato da un diffuso clima culturale e politico di moralismo, bigottismo e nazionalismo.

Nonostante le critiche e le tensioni, Umberto I fu soprannominato “il Re buono” per il suo eccezionale impegno e coraggio durante l’epidemia di colera che colpì Napoli nel 1884. In quell’occasione, si prodigò personalmente nei soccorsi, visitando i malati e le aree più colpite, guadagnandosi l’affetto e la stima del popolo.

Va inoltre ricordato il suo ruolo fondamentale nell’approvazione del codice Zanardelli, che sancì l’abolizione della pena di morte in Italia, un passo cruciale verso una legislazione più moderna e civile.

Il Tragico Sacrificio a Monza

Il regno di Umberto I si concluse tragicamente: fu assassinato a Monza nel 1900 per mano dell’anarchico Gaetano Bresci, che intendeva vendicare le vittime delle repressioni.

Il suo periodo sul trono, sebbene segnato da gravi crisi e tensioni sociali, fu quindi un’epoca di profonde contraddizioni, caratterizzata da importanti riforme legislative e significativi gesti di umanità.