Il 4 novembre in Italia si celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, una ricorrenza che commemora la fine della Prima Guerra Mondiale e il completamento del processo di unificazione del Paese.

Oggi l’Italia rende omaggio a un evento fondamentale della sua storia, avvenuto esattamente 107 anni fa.

Il 4 novembre 1918, con la firma dell’armistizio di Villa Giusti, si pose fine alla Prima Guerra Mondiale. Questa data non solo segnò la vittoria dell’Italia sull’Impero Austro-Ungarico, culminando l’epico sforzo bellico con decisive battaglie come quelle del Grappa e del Piave, ma fu anche il momento in cui l’Unità Nazionale fu pienamente realizzata con il ritorno di Trento e Trieste alla Patria. La giornata è dedicata a celebrare i militari che combatterono e caddero per la Nazione, e in particolare il Milite Ignoto, il cui corpo, sepolto all’Altare della Patria dal 1921, simboleggia tutti i caduti non identificati.

Istituita come festa nazionale a tutti gli effetti nel 1922, la ricorrenza perse il suo status di giorno festivo lavorativo nel 1977 per ragioni di produttività, diventando una “festività soppressa”.

Oggi il Principe Emanuele Filiberto di Savoia ha espresso un piccolo messaggio, sottolineando l’importanza di questa data per la memoria e l’identità italiana.

“Il 4 novembre ricorda la Vittoria del 1918, che segnò il compimento dell’Unità d’Italia.

Onoriamo i caduti di tutte le guerre e rendiamo omaggio al valore e al sacrificio di chi ha servito la Patria sotto il segno dell’onore e del dovere.

La memoria di quegli uomini e di quelle donne ci ispiri ancora oggi a costruire un’Italia unita, giusta e solidale.

Viva l’Italia, Viva le Forze Armate”

In conclusione, non c’è modo migliore per onorare questa Giornata che rievocare il momento storico in cui la notizia della fine della guerra fu data alla Nazione, 107 anni fa, leggendo e ascoltando le parole ufficiali del Bollettino della Vittoria, firmato dal Generale Armando Diaz:

Il Bollettino della Vittoria (4 Novembre 1918, ore 12)

«Comando Supremo, 4 novembre 1918, ore 12;
La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita. La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d’Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l’irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente. Nella pianura, S.A.R. il Duca d’Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute. L’Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza dei primi giorni e nell’inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.»

Bollettino della Vittoria letto dal Principe Vittorio Emanuele di Savoia